La bellissima “Vento di Sardegna” di Andrea Mura, si trova oggi in uno dei tratti più difficili della Ostar, la difficilissima regata atlantica in solitario partita da Plymouth lo scorso 29 maggio con destinazione Newport.

Ultimi aggiornamenti

Questa regata rappresenta una sfida enorme: 2.850 miglia dall’Inghilterra agli Stati Uniti, la più dura delle regate in solitario perché a temperature polari, controvento e controcorrente.

Ma nonostante le difficoltà, il freddo (la temperatura dell’acqua è a 2.8 gradi), il forte vento, Andrea ha allungato le miglia di vantaggio sul secondo concorrente che ieri, 8 maggio, erano circa 470 al rilevamento delle 18.

Sulla sua pagina Facebook Andrea da aggiornamenti, lascia commenti sulle difficoltà incontrate, tiene sempre informati i suoi sostenitori che lo seguono a migliaia.

Nella giornata del 7 giugno Vento di Sardegna ha toccato i 25 nodi di velocità, con 43 nodi di vento: acqua freddissima, onde enormi, uno scenario davvero tremendo e difficile.

Le previsioni per oggi, 9 giugno, vedono Andrea cimentarsi nel passaggio più duro: circa 5 ore, con vento a 40-45 nodi e onde di 5 metri. Superato questo scoglio si avvicinerà ad Halifax in Nuova Scozia e poi finalmente raggiungerà Newport.

 

Una barca dalle altissime prestazioni

Vento di Sardegna si sta dimostrando a tutti gli effetti quel gioiello della tecnologia e dell’innovazione studiato e progettato dallo stesso Andrea Mura.

In questa barca ogni dotazione è stata appositamente realizzata sulla base dell’esperienza del suo skipper e delle difficilissime condizioni alle quali viene sottoposta nelle imprese oceaniche affrontate dal suo comandante.

Come in molti ben sanno Andrea Mura non è solo un grande atleta: nel 1985 fonda la Veleria Andrea Mura Sail Design, e sviluppa soluzioni tecniche innovative che gli valgono l’Oscar come “Miglior Velaio 2005”.

Le vele di Vento di Sardegna sono state progettate e realizzate nella Veleria di Andrea Mura e sono le prime al mondo fatte con il filato “sk99 low crimp”, un materiale non ancora in vendita, una fibra del 50% più forte del kevlar e del 30% più resistente del carbonio, oltre ad essere leggerissima e pressoché immune all’allungamento.

Sottocoperta poi l’attrezzatura è di ultima generazione e le finiture sono curate nel minimo dettaglio con materiali leggeri e altamente performanti. Ma la novità più interessante è la nuova cappotta realizzata in forma “geodetica” tutta vetri così da poter avere sempre il controllo sull’esterno, con un sistema che mantiene una temperatura costante sottocoperta, offrendo riparo anche dal freddo più rigido e nella burrasca.

A scendere in campo per la realizzazione di questo prodotto di eccellenza sono tutte le aziende più rinomate al mondo e gli artigiani che hanno dato vita a componentistiche uniche e pensate appositamente per questa imbarcazione.

Tra i nomi più noti spicca certamente Lamborghini, che ha realizzato appositamente per il nostro marinaio dei timoni ad altissime prestazioni, un canard ultraleggero.

Il motore è invece un Lombardini Marine404 S-Drive con 40 cavalli di potenza, che trasmette a un’elica in titanio a pale orientabili Ewol.

La carena è trattata con vernici, resine epossidiche e stucchi appositamente scelti per garantire alla barca la massima velocità e il minor attrito, resistenza ai raggi UV e alla corrosione.


Andrea Mura, che vanta già numerose vittorie (tra cui la ben nota Route du Rhum, in solitario, primo italiano ad entrare nella leggenda) nel 2013, affronta e vince la terribile Ostar.

Oggi assistiamo ad un grande campione che sta difendendo il suo titolo e anche in questa edizione ci regala fortissime emozioni, lasciandoci col fiato corto fino all’ultimo giorno!

 

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