Siete pronti alla notte più lugubre dell’anno? Per questa serata di Halloween vi teniamo compagnia con leggende e racconti spettrali che arrivano direttamente dal mare.


Il mare e l’aldilà


I marinai, i viaggiatori e gli avventurieri, fin dai tempi più antichi, hanno tramandato storie e leggende legate alle proprie avventure sull’oceano. Durante queste traversate, che li allontanavano dalle proprie cose per mesi o anni, il mare, così vasto e indomabile, diventava teatro di eventi soprannaturali, abitato da mostri marini, navi fantasma e tesori di ogni genere.

Per la sua stessa natura, così potente e distruttrice, la letteratura lo ha da sempre dipinto come un elemento bivalente: da un lato capace di dare la vita e dall’altro un vero e proprio passaggio verso l’oltretomba.

Gli antichi re del Nord Europa ad esempio, credevano che le proprie anime dovessero essere trasportate fino al regno dell’aldilà cullate dalle onde. Per questo, dopo la loro morte, la loro salma veniva deposta su una barca che veniva lasciata poi ardere tra le fiamme e sospinta a largo verso l’orizzonte.



Sempre in alcuni paesi del nord Europa è diffusa la credenza che nella notte del 31 ottobre, e in quella del 1 novembre, le anime di coloro che sono annegati tornino a mostrarsi ai vivi e a chiedere loro aiuto, essendo rimaste intrappolate sulla terra.

I Normanni ad esempio, convertiti al cristianesimo, credevano che la notte di Ognissanti un Vascello fantasma apparisse in vicinanza della costa. Ancora oggi, in alcuni paesi, si racconta che la nave si mostri avvolta dalle grida spaventevoli dei marinai naufragati nel corso dell’anno.



Nella Bretagna francese invece, la leggenda narra che nella notte tra l’1 e il 2 novembre gli spettri di coloro che sono morti tra le onde facciano visita alle dimore dei pescatori. In ognuna delle case viene così imbandita una tavola speciale pronta ad accogliere le anime e a invitarle ad un ricco banchetto.

Altra nota storia Bretone, narra di un tempo in cui i fantasmi cercarono di impedire la costruzione del faro di Tévennec. Gli abitanti dell’isola però non diedero loro ascolto e lo costruirono ugualmente. Fu così che ventitré guardiani del faro vi persero la vita e questo venne ribattezzato “inferno”. Si dice che le loro anime siano ancora prigioniere tra quelle rocce scure circondate dalle onde.



Ed è sempre in Bretagna, in una baia detta Baie Des Trépassés, che la notte del 31 ottobre pare si riuniscano le barche adibite al trasporto delle anime verso l’isola dei morti. Secondo la credenza popolare, coloro che si troveranno a passeggiare nelle vicinanze della spiaggia potranno udire le grida dei miseri passeggeri accalcati sulle navi pronte a partire.


Navi fantasma e mostri marini


Lo spettrale Olandese Volante, la vecchia storia del XVI secolo tramandata per centinaia di anni dagli uomini di mare, è solo una delle più note leggende che vedono come protagonista una nave fantasma.

Secondo il folclore nordeuropeo, l’Olandese Volante sarebbe un vascello fantasma che solca i mari in eterno senza una meta precisa e a cui un destino avverso impedirebbe di tornare a terra. Il vascello verrebbe spesso avvistato da lontano, avvolto nella nebbia o emanante una luce spettrale. I marinai della nave sarebbero fantasmi che tentano a volte di comunicare con le persone sulla terraferma.



Ci sono varie versioni di questo racconto del quale l’origine non è chiara. In una di queste la maledizione venne lanciata poichè il capitano olandese Bernarde Fokke avrebbe giurato, nel mezzo di una tempesta, di voler comunque superare il Capo di Buona Speranza, se necessario navigando in eterno.

Secondo un’altra fonte, la nave sarebbe partita da Amsterdam con a bordo un carico diretto a Giava per conto della Compagnia delle Indie. Il capitano, avvicinandosi al Capo di Buona Speranza e imbattendosi in una grande tempesta, invocò il Diavolo facendo la promessa che, se fosse riuscito a passare il Capo, avrebbe potuto prendere la sua anima nel giorno del giudizio.

Qui la storia conosce due versioni. In una l’intero equipaggio perì assieme al suo capitano, ma la morte rifiutò l’anima del capitano che, solo, si mise al timone del relitto del vascello avvolto in una spettrale e funerea nebbia. Nell’altra, l’equipaggio fu condannato a errare per i mari in eterno sulla nave fantasma: il capitano, l’unico in carne ed ossa sino al Giorno del Giudizio, mentre gli altri ridotti a spettri.



Ben più reale invece è la storia della Mary Celeste, un brigantino canadese varato in Nuova Scozia, nel 1861, con il nome di Amazon (il nome Mary Celeste venne adottato nel 1869).

Fu trovata senza nessuno a bordo, alla deriva verso lo Stretto di Gibilterra nel 1872. Cosa sia successo all’equipaggio è ancora oggi dibattuto: dalla pirateria al maremoto, dall’ammutinamento ad una tromba d’aria. Di certo però La Mary Celeste può essere considerata a tutti gli effetti l’archetipo della nave fantasma divenuta poi nell’immaginario collettivo oggetto di miti e leggende attorno alla sua misteriosa sorte.

Una storia simile a quella dell’Olandese Volante fa parte della tradizione dell’isola cilena di Chiloé: ne è protagonista il Caleuche, una nave fantasma che naviga la notte nei dintorni dell’isola.

Altro fantasma dei mari del Sud è Ladylips. Apportatore di malasorte, questo spettro appare nel Pacifico, privo della mascella inferiore, generalmente in un’area compresa tra lo Stretto di Magellano, Capo Horn ed il Canale di Beagle. Si manifesta solo durante violenti temporali, solo, al timone del suo veliero, il “Ville de Paris” (vascello realmente esistito ed andato perduto nel 1783).

Sulle onde navigano da secoli anche “il marinaio senza testa” del brigantino norvegese Squando, “il fantasma assassino” della nave scozzese Llanstephan Castle, i fantasmi infestanti del tre alberi Nancy Hanks.

Un’altra nave dei morti vien ricordata in una leggenda diffusa nel nord della Germania, nello stato di Schleswig Holstein. Una fanciulla aspettava sulla spiaggia il suo fidanzato. Questi, non mancò al giuramento fatto ma si presentò con un vascello fantasma e, avvicinatosi alla spiaggia, la prese con sè in mezzo ad una ciurma di defunti, volendo che fosse unita a lui eternamente.



Come non citare poi i numerosi mostri marini che affollano la letteratura mondiale e nondimeno le leggende dei marinai: il leviatano, la feroce balena/serpente narrata nella Bibbia, i mitologici Scilla e Cariddi, il polpo, la piovra e il calamaro giganteschi, sul cui dorso vivono i demoni marini.

Racconti di queste mostruose creature si trovano pressoché in tutte le culture che abbiano avuto contatto con il mare e i resoconti di testimoni oculari provengono da ogni parte del mondo.

Quanto ci sia di vero è difficile da affermare. Quello che sappiamo però è che questo immenso patrimonio di favole e leggende sospese tra immaginario e realtà, ha solcato gli oceani per secoli e rappresenta un prezioso tesoro per tutti gli amanti del mare e della sua affascinante e complessa storia!